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La bellezza di un legame indissolubile: “I fiori non hanno paura del temporale” di Bianca Rita Cataldi

Delicato. Questo è l’aggettivo che mi sento di dare a questo romanzo. Delicato come la narratrice che, in prima persona ci accompagna nella storia della sua famiglia.

Una famiglia di Donne, la mamma Bruna, la nonna , Donna Marzia, Serena e Corinna. Tutte accomunate da grandi occhi neri e capelli nerissimi. Tutte tranne Corinna, sedicenne ribelle in piena crisi adolescenziale, lei ha “i capelli rosso fiamma, il viso spruzzato di lentiggini e gli occhi d’acciaio”.

La loro storia è fatta di particolari bizzarri: un tavolino ed una teiera messi nella cappella di nove sorelle con la convinzione che prendessero un tè spettegolando tra loro quando il cimitero era chiuso, un diario segreto letto clandestinamente che dà vita alla strana serie a puntate Corinful con soli due spettatori: Serena e sua nonna, un rapporto tra due sorelle ancora troppo distante per la differenza di età.

La tranquilla quotidianità di questa famiglia viene brutalmente interrotta con una telefonata in piena notte. Le telefonate di notte, si sa, non portano nulla di buono.

Mario Di Marco, papà di Corinna, primo grande amore di mamma Bruna muore tragicamente a seguito di un incidente stradale. Corinna non l’ha mai visto nei suoi sedici anni di vita e raramente si parla di lui in casa. Si sa solamente che è stato il grande amore della mamma quando lei aveva sedici anni, dopo pochissimo lei è rimasta incinta e lui spaventato dall’imminente, grandissima responsabilità scappò per non farsi più sentire.

Corinna è stata cresciuta dalla mamma Bruna, dalla nonna e dalla sempre presente Donna Marzia, non è rimasta traccia del padre tranne per la somiglianza fisica di Corinna con lui. Benchè passato a miglior vita, Mario Di Marco si mette in contatto con la figlia attraverso una scatola di scarpe recapitata alla famiglia al termine del pranzo domenicale, nel bel mezzo di una cucchiaiata di Tiramisù al pistacchio.

La scatola piomba nella vita di Corinna non solo per il peso degli oggetti contenuti ma per il loro significato. E’ così che le due sorelle inaspettatamente si avvicinano per legarsi sempre più, cercando di ricostruire la storia di questo ragazzo prima, uomo poi così somigliante a Corinna.

Una forbice da barbiere, un taccuino di poesie, una bustina di zucchero del “Bar Vittoria”, il biglietto di un cinema ed un libro usato decideranno il destino di una famiglia.

Un romanzo scorrevole, che tratta in maniera delicata legami indissolubili come quelli tra sorelle, verità nascoste per egoismo o per troppo amore e frasi incancellabili tatuate sulla pelle.

Da sfondo la città di Bologna con i suoi portici, zie defunte che dispensano consigli e cioccolate calde che rincuorano gli animi in qualsiasi epoca.

Buona lettura

-unamammatrailibri-

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